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Domande
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Domande frequenti
In questa sezione trovate una serie di FAQ, dove
avrete risposte alle domande più diffuse sulla Spina Bifida
nonostante queste vengano tenute aggiornate con regolarità,
consigliamo di fare richiesta alla nostra redazione nel caso non
si trovino risposte alle proprie domande.
Indice domande
Risposte
Che cosa
è il Mielomeningocele?
Il mielomeningocele (MMC)
è una malformazione che coinvolge in varia misura il
canale vertebrale, il midollo spinale, e le meningi.
Tra la terza e la quarta settimana di vita embrionale
qualcosa non funziona nello sviluppo di una parte del midollo
e dei suoi involucri, per cui alla nascita il bambino presenta
sulla schiena una sacco meningeo contenente midollo malformato,
erniato attraverso gli archi posteriori delle vertebre. Quasi
sempre questo evento coinvolge il livello lombosacrale della
colonna.
Che tipo
di disabilità causa questa malformazione?
Il midollo è quella parte del sistema
nervoso centrale che si trova nel canale vertebrale. Costituisce
da un lato una grande via di transito di impulsi sensitivi e
motori che connettono la cute e i muscoli con il cervello e
dall'altro è sede di importanti centri nervosi di controllo
dei visceri quali la vescica e l'intestino.
Poiché nel MMC
il midollo è malformato, si avranno delle alterazioni
sia del movimento agli arti inferiori che della sensibilità
(diminuzione e scomparsa della sensazione di dolore, caldo,
freddo), nonché problemi urinari e intestinali.
Quale è
la causa del MMC?
Esistono probabilmente numerosi fattori (genetici,
ambientali) che concorrono a determinare la comparsa del MMC
ma il meccanismo preciso della sua insorgenza non è noto.
Tra le cause ambientali sembra che un fattore
di rischio sia la dieta materna povera di vitamine, in particolare
dell'acido folico (una sostanza contenuta nelle verdure fresche
e nei legumi).
Il MMC
è una malattia rara?
Questa malformazione è più frequente
in certe aree geografiche che in altre.
Ad esempio in Gran Bretagna può colpire
4-6 neonati ogni 1000, mentre in Italia l'incidenza sembra non
essere superiore allo 0,6 per mille.
È
possibile una diagnosi precoce cioè durante la gravidanza?
Attualmente con l'ecografia effettuata da personale
con grande esperienza a dotato di apparecchiature moderne è
possibile diagnosticare la malformazione durante la vita intrauterina.
Un altro modo consiste nell'esame del liquido amniotico tramite
l'amniocentesi.
Oltre al
midollo vengono colpiti anche altri organi?
Dato che la malformazione midollare colpisce
precocemente il feto, prima ancora che si formino gli arti inferiori,
questi ultimi possono risentire del deficit di movimento e di
sensibilità già nella vita intrauterina e presentare
alla nascita delle malformazioni.
Se il bambino non è opportunamente trattato,
compaiono in seguito altre deformazioni agli arti inferiori
e alla colonna vertebrale sia a causa delle posizioni obbligate
conseguenti a squilibri muscolari, sia a causa della forza di
gravità che può favorire sollecitazioni meccaniche
incongrue.
Al MMC
molto spesso si associa l'idrocefalo cioè un aumento
del volume dei ventricoli cerebrali che sono degli spazi contenenti
il liquido cefalorachidiano all'interno degli emisferi. L'intervento
neurochirurgico precoce evita che si creino danni cerebrali.
Esistono
differenti quadri di disturbi motori?
Se la malformazione colpisce il midollo spinale
ad un livello alto (es. dorsolombare) il deficit motorio sarà
più grave di una analoga malformazione in sede più
bassa (es. sacrale) in quanto nel primo caso saranno gravemente
compromessi tutti i muscoli della coscia, della gamba e del
piede, mentre nel secondo caso possono essere solo colpiti muscoli
intrinseci del piede.
La disabiltà motoria è quindi molto
diversa in rapporto al livello lesionale: alcuni bambini con
MMC camminano
bene e hanno solo difficoltà nel mettersi in punta di
piedi, altri invece non raggiungono mai la capacità di
stare in piedi e camminare da soli.
Cosa comporta
il disturbo della sensibilità?
La sensibilità tattile, della pressione,
e del movimento articolare è importante per il controllo
dei movimenti mentre gli stimoli dolorosi sono un meccanismo
di difesa dell'organismo in quanto segnalano una sofferenza
in atto di una parte del corpo.
Poiché il bambino con MMC
presenta quasi sempre una ipo o anestesia, è importante
conoscere quali parti del corpo sono insensibili al fine di
proteggere il bambino, ad esempio da piaghe da decubito che
potrebbero essere causate da una pressione eccessiva da parte
di un tutore ortopedico.
In cosa
consistono i disturbi sfinterici?
Nel bambino con MMC
è alterato il meccanismo che porta alla raccolta dell'urina
nella vescica e alla sua espulsione nel momento voluto.
In condizioni normali l'urina, prodotta dal rene,
viene convogliata tramite un condotto che si chiama uretere,
nella vescica dove viene raccolta. La capacità da parte
della vescica di conservare una certa quantità di urina
dipende sia dalla estensibilità della sua parete, sia
dalla efficienza dello sfintere cioè di una struttura
che impedisce all'urina di defluire nell'uretra cioè
nella parte finale delle vie urinarie, quella che comunica direttamente
con l'esterno.
Durante l'atto fisiologico della minzione, questo
meccanismo che sta alla base del contenimento dell'urina si
inverte, per cui la muscolatura della parete della vescica si
contrae e lo sfintere si rilascia, in modo da permettere l'espulsione
dell'urina.
Nel MMC
questi sofisticati meccanismi di controllo vescicale sono alterati
per cui si può avere un impedimento allo svuotamento
(ritenzione) o una perdita continua di urina (incontinenza).
È
più dannosa per l'organismo la ritenzione o l'incontinenza
di urina?
Un ristagno di urina o peggio una sua risalita
attraverso gli ureteri rappresenta un grave rischio per i reni
per cui è molto importante conoscere con precisione se
esiste una disfunzione delle vie urinarie. L'incontenenza rappresenta
invece un evento socialmente poco accettabile.
In cosa
consistono i problemi intestinali?
I bambini con MMC
possono presentare o una alterazione della motilità dello
sfintere anale e del retto con conseguente perdita involontaria
di feci (incontinenza fecale) o stitichezza ostinata.
Per contrastare questi disturbi è necessaria
una dieta appropriata, e una educazione allo svuotamento intestinale
regolare.
In caso di stitichezza possono essere sfruttati
i riflessi gatsrointestinali nonché manovre che facilitano
la compressione addominale. Molto spesso si ricorre alla somministrazione
di emulsione di olio di vaselina, a supposte di glicerina o
a clisteri.
Nel complesso questi interventi se attuati correttamente
danno buoni risultati.
Il bambino
con MMC è
di intelligenza normale?
La maggior parte dei soggetti con MMC
presenta uno sviluppo intellettivo normale. Un deficit intellettivo
è presente in non più del 10-15% dei casi ed è
in rapporto alla presenza o di un idrocefalo stabilizzato, non
derivato o derivato più volte, o alla concomitanza di
una paralisi cerebrale infantile, cioè ad una sofferenza
cerebrale pre, peri o postnatale dovuta da traumi da parto o
a infezioni.
Che tipo
di trattamento richiede il MMC?
Numerose sono le professionalità che questa
complessa patologia richiede per un adeguato intervento sociale
e sanitario e tanto maggiore sarà l'efficacia di ogni
singolo intervento quanto più esso sarà coordinato
con quello degli altri.
Ad esempio è molto importante che esista
un continuo scambio di informazioni tra coloro che operano in
strutture specialistiche ospedaliere e gli operatori del territorio
che affrontano con il bambino e la famiglia i problemi di tutti
i giorni.
Non bisogna infatti dimenticare che l'obiettivo
finale non è solo la funzionalità di un organo
o apparato ma una reale conquista di autonomia da parte del
soggetto colpito.
In cosa
consiste l'intervento del neurochirurgo?
Il compito del neurochirurgo è quello
di intervenire precocemente, in particolare se la malformazione
è ulcerata, al fine di liberare l'estremità del
midollo spinale, riposizionarla nel canale e ricostruire un
piano meningeo, muscolare e cutaneo sovrastante.
Esiste sempre un rischio di infezione meningea
che potrebbe compromettere il successivo sviluppo psicomotorio.
Il secondo problema che il neurochirurgo deve
affrontare è l'idrocefalia; si tratta di effettuare una
derivazione liquorale cioè collegare con un tubicino
(catetere) il sistema ventricolare con la cavità peritoneale
al fine di far defluire l'eccesso di liquido cefalorachidiano.
Il tubicino viene posizionato sotto cute ed essendo
dotato di una valvola, permette il passaggio del liquido solo
dai ventricoli verso il peritoneo. L'intervento è relativamente
semplice e molto efficace; esistono però anche in questo
caso dei rischi di meningite o di successiva ostruzione del
catetere.
Quale
è il compito dell'ortopedico?
Come si è già accennato, il bambino
con MMC può
presentare alla nascita delle malformazioni ortopediche alla
colonna vertebrale e agli arti inferiori. Anche nei casi in
cui ciò non accada esiste sempre il rischio che le deformità
ortopediche compaiano in seguito per gli squilibri muscolari
e il carico. Solo in rari casi alcune deformità possono
essere sfruttate per facilitare la stazione eretta e la deambulazione;
purtroppo in genere compromettono più o meno gravemente
la funzionalità degli arti. È quindi necessaria
una valutazione globale e periodica dell'apparato locomotorio
per garantire il massimo dell'autonomia funzionale.
L'anca ad esempio può presentare una lussazione,
oppure una limitazione della normale escursione articolare;
le ginocchia possono essere bloccate in flessione e i piedi
essere limitati nei movimenti oltre che per il deficit muscolare
anche per reazioni capsulari e legamentose o deformità
ossee.
Quando è possibile si cerca di svolgere
un intervento preventivo con apparecchiature ortopediche idonee,
studiate cioè accuratamente caso per caso; altrimenti
si impone l'intervento chirurgico.
Quale
è il ruolo del fisiatra e del terapista della riabilitazione?
Il problema riabilitativo di fondo consiste da
un lato nell'individuare quanto sia rimasto integro dell'apparato
articolare e muscolare al fine di utilizzarlo nel miglior modo
possibile, e dall'altro nel compensare con vincoli naturali
e artificiali (tutori) i muscoli deficitari.
Questa analisi cinesiologica può essere
a volte complessa perché i problemi variano da bambino
a bambino a seconda del livello lesionale e delle patologie
associate (congenite, acquisite, neurologiche, ortopediche).
Si tratta pertanto di formulare una prognosi
sulle potenzialità funzionali del bambino e attuare tutta
una serie di interventi tesi a prevenire i danni dello squilibrio
muscolare (corretto posizionamento, tutori statici, mobilizzazione
passiva), a facilitare uno sviluppo motorio il più normale
possibile e quindi a mettere il bambino nella condizione di
utilizzare al massimo la muscolatura antigravitaria.
Con un integrato e tempestivo intervento ortopedico
e riabilitativo, la maggior parte dei bambini con MMC
può pervenire ad un cammino autonomo, in genere con l'utilizzo
di tutori.
Cosa
sono i tutori?
Consistono in apparecchi ortopedici che, applicati
agli arti inferiori o al tronco, garantiscono quei vincoli meccanici
necessari per contrastare la forza di gravità e permettere
la stazione eretta e il cammino. C'è stato un grande
sviluppo tecnologico in questo settore che ha permesso di migliorare
notevolmente l'efficacia di questi presidi ortopedici.
Quale
compito spetta all'urologo?
L'intervento dell'urologo è molto importante
e consiste nell'adottare tutti gli accorgimenti medici e chirurgici
al fine di evitare infezioni, danneggiamenti dei reni e delle
vie urinarie, e permettere uno svuotamento completo e a intervalli
della vescica, nonché ridurre al massimo le perdite involontarie
di urina.
Questo avviene normalmente tramite controlli
periodici clinici e strumentali, la terapia medica e la scelta
di adeguati metodi di svuotamento della vescica. In particolare
viene consigliato l'utilizzo del cateterismo intermittente pulito,
cioè l'introduzione in vescica attraverso l'uretra di
un tubicino che permette l'eliminazione dell'urina, con grossi
vantaggi sia per quanto riguarda l'autonomia che la prevenzione
di infezioni.
Il soggetto
con MMC è
un handicappato?
La presenza di una disfunzione motoria o delle
vie urinarie determina una condizione di disabilità ma
non necessariamente di handicap.
Quest'ultimo va infatti inteso come una situazione
di svantaggio che un individuo subisce a causa di una disabilità
che limita od ostacola la realizzazione del ruolo sociale che
gli compete e che dipende dalle aspettative dell'individuo stesso
e del particolare gruppo al quale è membro. L'handicap,
in questa accezione, deriva dal confronto dell'individuo con
l'ambiente e rappresenta una determinata circostanza.
Peraltro esistono persone che pur presentando
una grave disabilità motoria o di altra natura, in numerose
circostanze non sono handicappate perché riescono a frequentare
regolarmente la scuola, ad impratichirsi di un lavoro, a formarsi
una famiglia e a svolgere una attività socialmente utile.
È molto probabile che alle spalle abbiano avuto una famiglia
che ha saputo elaborare positivamente le varie problematiche
psicologiche che la presenza di un figlio "diverso"
necessariamente comporta, che siano vissuti in un contesto sociale
che in vari modi ha ridotto le numerose barriere psicologiche,
architettoniche ecc. che concorrono a costruire l'handicap,
ma in particolare che abbiano raggiunto quel sufficiente grado
di autostima che è la premessa per il raggiungimento
di un buon livellodi autonomia.